Tra le colline lecchesi, accanto alle case e alla scuola del paese, un impianto industriale lavora in silenzio. È lo stabilimento Fassa Bortolo di Sala al Barro, esempio di sostenibilità ambientale e sociale. Inaugurato nel 2006 sul sito di un ex impianto per la calce, acquisito nel 2000, lo stabilimento oggi produce materiali per l’edilizia di nuova generazione utilizzando tecnologie pulite, sistemi di filtraggio avanzati e materie riciclate, dimostrando che anche l’industria può vivere in armonia con il territorio che la ospita.
Sviluppato su una superficie di 14.000 metri quadrati, l’impianto produce una vasta gamma di materiali per l’edilizia moderna: malte, intonaci premiscelati, massetti, adesivi per piastrella, prodotti per il rinforzo strutturale, finiture e rivestimenti colorate per esterni. Grazie all’utilizzo di macchinari di ultima generazione, l’impianto ha una resa produttiva superiore al 20% rispetto a uno stabilimento tradizionale. Questo consente di ridurre i consumi energetici e le emissioni, garantendo al contempo una qualità costante del prodotto. Inoltre, il sito impiega due turni giornalieri anziché tre migliorando il benessere degli abitanti e dei lavoratori. Circa il 60% dei dipendenti opera da oltre dieci anni, una testimonianza concreta di un modello industriale che unisce efficienza, sostenibilità e responsabilità sociale.
Fin dalla progettazione, la vicinanza al centro abitato, ha spinto Fassa Bortolo a ripensare il modo di fare industria. Ogni dettaglio dello stabilimento è stato studiato per integrarsi nel contesto urbano e paesaggistico: la torre di miscelazione riprende i colori della roccia del Monte Barro, creando continuità visiva con la montagna, mentre aree verdi e nuove piantumazioni circondano l’impianto, mitigando l’impatto visivo e migliorando la qualità dell’aria.
L’impianto è dotato di filtri d’aria di ultima generazione, con emissioni fino a cinque volte inferiori ai limiti di legge, e di barriere fonoassorbenti che rendono impercettibile il rumore all’esterno. Particolare attenzione è rivolta all’uso delle materie prime riciclate, provenienti da altri processi industriali, come quelli metallurgici e chimici. In alcuni prodotti, come i massetti autolivellanti, la quota di materiale riciclato raggiunge il 35% del totale. Anche le polveri sottili catturate dai filtri vengono riutilizzate nel ciclo produttivo, mentre imballaggi e pedane in legno, unici scarti dello stabilimento, sono inviati a una segheria locale per essere trasformati in pallet.
Una tradizione lunga tre secoli che guarda avanti
Le radici di Fassa Bortolo risalgono al 1710, quando la famiglia, già attiva nell’edilizia, getta le basi di quella che diventerà una delle principali realtà del settore in Europa. Agli inizi del Novecento, nell’Opificio Lazzaris di Spresiano (TV), nasce la visione industriale moderna del gruppo, che oggi conta 18 stabilimenti in Italia, uno in Portogallo, uno in Spagna e uno in Brasile, oltre a filiali in Svizzera, Francia e Regno Unito. Alla base della crescita di Fassa c’è un principio costante: coniugare innovazione e sostenibilità. L’azienda adotta pratiche di efficienza energetica, riduzione degli sprechi e ottimizzazione delle risorse, come documentato nel suo ultimo Bilancio di Sostenibilità.
Con una storia che affonda nel passato e uno sguardo rivolto al futuro, Fassa Bortolo dimostra che costruire in modo responsabile significa unire futuro, tecnologia e rispetto per l’ambiente.
13° Tappa – Fassa Bortolo, Centro di Ricerche Fassa I-Lab, Ceraino di Dolcè (Vr)
28° Tappa – Fassa Bortolo, Calliano (AT)
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