La produzione di carta è tra i processi industriali più energivori e idrovori: richiede grandi quantità di energia e acqua e genera ingenti volumi di rifiuti. Non sorprende, quindi, che il settore cartario sia oggi uno dei fronti cruciali della transizione ecologica, chiamato a ridurre consumi, abbattere emissioni e promuovere modelli di economia circolare. In questo scenario si colloca l’impegno di Essity, leader globale nel settore dell’igiene e della salute, che nei suoi tre stabilimenti di Altopascio, Porcari e Collodi, in Toscana, ha sviluppato un modello produttivo avanzato capace di coniugare efficienza, innovazione e sostenibilità.
ReEnergy, il cuore dell’impianto
Dal 2022, nello stabilimento di Altopascio, è attivo ReEnergy, un sistema di cogenerazione ad alto rendimento alimentato a gas naturale e predisposto per l’utilizzo futuro dell’idrogeno. Con un investimento di circa 6 milioni di euro, l’impianto consente di produrre simultaneamente energia elettrica e termica ottimizzando l’efficienza energetica. Già oggi l’installazione della turbina ha portato alla riduzione del 60% delle emissioni NOx rispetto alla precedente configurazione. ReEnergy è integrato da un impianto fotovoltaico che produce 180.000 MWh l’anno, pari ad una riduzione di 50 tonnellate di CO₂.
Gestione idrica responsabile
Lo stabilimento di Altopascio si distingue anche per la gestione dell’acqua: un sistema di raccolta e riutilizzo delle acque piovane consente di coprire fino al 25% del fabbisogno del sito, con una capacità annua di 45.000 m³ (pari a 18 piscine olimpioniche).
Anche gli stabilimenti di Porcari e Collodi sono impegnati per la riduzione dei consumi di acqua fresca e ad oggi registrano rispettivamente il 14% e l’11% di riduzione (2024 vs 2022).
L’obiettivo complessivo è ridurre del 25% l’utilizzo di acqua dolce entro il 2032, contribuendo alla salvaguardia delle risorse idriche.
Economia circolare e riduzione dei rifiuti
La sostenibilità per Essity passa anche dal recupero dei materiali. A Collodi, il progetto Crush utilizza sottoprodotti agroalimentari come arance, mais e caffè per sostituire fino al 15% della cellulosa nella produzione di carta tissue, generando prodotti certificati Ecolabel e pienamente biodegradabili. A Porcari, il Progetto Fanghi in collaborazione con T2D S.p.A. ha portato a una riduzione drastica dei rifiuti in discarica (dal 9,9% del 2020 allo 0,1% del 2024), trasformando i fanghi di cartiera in materia prima per laterizi.
Essity, una storia di innovazione
Le radici di Essity risalgono al 1929, anno di fondazione di SCA in Svezia. L’esperienza nel settore dell’igiene prende avvio nel 1975 con l’acquisizione della società svedese Mölnlycke, attiva dal 1849, e si consolida negli anni con una crescita fatta di acquisizioni e joint venture. Nel 2017 l’azienda ha assunto l’attuale nome Essity, derivato dalle parole “essentials” e “necessities”, a sottolineare la missione: offrire soluzioni igieniche e sanitarie essenziali per il benessere quotidiano. Nello stesso anno è stata quotata al Nasdaq di Stoccolma e ha acquisito BSN medical, rafforzando la propria presenza nel settore medicale con prodotti per la cura delle ferite, la terapia compressiva e l’ortopedia.
Oggi Essity è attiva in circa 150 paesi, i suoi prodotti – dai marchi leader TENA e Tork a marchi regionali come Tempo, Nuvenia, Demak’Up, Leukoplast e molti altri – sono utilizzati quotidianamente da oltre un miliardo di persone.
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