Un litro di olio esausto può inquinare fino a un milione di litri d’acqua. Ma nelle mani giuste, quello stesso rifiuto è una risorsa preziosa. È questa la missione della Bottari S.r.l., azienda veronese del gruppo Itelyum, che da oltre quarant’anni raccoglie, recupera e ricicla oli, emulsioni e scarti industriali impregnati di oli per il Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati (CONOU). Una storia che intreccia innovazione, tutela dell’ambiente ed economia circolare.
Ogni anno la Bottari S.r.l. percorre circa 1 milione di chilometri, raccogliendo 75.000 tonnellate di rifiuti industriali e oli usati. Ma non si tratta solo di quantità: la vera forza dell’azienda è la trasformazione tecnologica. Gli oli industriali, spesso pieni di impurità, vengono separati da acqua e fanghi attraverso processi innovativi come il Tricanter e lo scambiatore di calore, riducendo consumi ed emissioni. Così, tonnellate di olio che rischiavano di essere bruciate tornano utili e rigenerabili, alimentando la filiera del Conou.
Nel 2024 la Bottari S.r.l. ha raccolto 7.000 tonnellate di oli usati e trattato 34.000 tonnellate di emulsioni, recuperandone 9.000. Tutto questo in un impianto di appena 3.300 m², a soli 4 chilometri dall’Arena di Verona.
Per raggiungere questi risultati l’azienda veronese si è dotata di un laboratorio interno di alto livello, attrezzato con spettrometri XRF, gascromatografi e fotometri per analizzare i carichi in entrata e in uscita. Un passaggio cruciale, perché l’olio esausto proveniente dai processi industriali è spesso contaminato da numerosi inquinanti. Un caso emblematico è quello delle fonderie di alluminio e leghe leggere: durante la colata, gli stampi vengono protetti da un flusso di emulsione oleosa che, col tempo, si carica di impurità fino a diventare inutilizzabile. Recuperare il più possibile anche da queste emulsioni complesse significa non solo ridurre rifiuti, ma restituire nuova vita all’olio. È proprio questa capacità a rappresentare uno dei tratti distintivi della filiera consortile del Conou, riconosciuta come un’eccellenza europea.
Da rigattieri a protagonisti dell’economia circolare
All’ombra dell’Abbazia di San Zeno, negli anni del dopoguerra, la famiglia Bottari iniziava la propria attività raccogliendo ossa, stracci, carta da macero e rottami metallici. Era un mestiere umile ma vitale, destinato a evolversi radicalmente. La svolta arriva nel 1962, quando i fratelli Giovanni e Giuseppe prendono le redini dell’impresa di famiglia, avviando un percorso di modernizzazione e innovazione, proseguito negli anni ’80 con l’ingresso della terza generazione. Con la concessione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati nel 1984, l’azienda consolida la sua leadership nel settore. Oggi, pur facendo parte del gruppo Itelyum, la Bottari mantiene un cuore familiare grazie all’impegno diretto di Davide Bottari.
Uno sguardo al futuro
La prossima sfida si gioca sulle acque industriali e sul controllo dei PFAS, sostanze sempre più diffuse in quei territori. In sinergia con le altre aziende del gruppo Itelyum, l’azienda punta a sviluppare soluzioni integrate e sostenibili, confermando la propria vocazione pionieristica. Dai rigattieri del dopoguerra alla tecnologia del riciclo industriale, la Bottari S.r.l. dimostra che il futuro dell’ambiente si costruisce a partire dalle radici del territorio, trasformando i rifiuti in risorse e rendendo concreta l’economia circolare.
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