Il vetro si può riciclare all’infinito, ed è per questo uno dei materiali simbolo della sostenibilità. La sua produzione richiede però molta energia, e l’industria del packaging in vetro è oggi chiamata a ridurre drasticamente consumi ed emissioni. A Pescia, in uno stabilimento attivo dal 1976, questa sfida si sta trasformando in un’opportunità: il sito è diventato un laboratorio avanzato della decarbonizzazione industriale, dove Verallia Italia realizza imballaggi in vetro per alimenti e bevande a partire da materie prime e da rottame riciclato.
Per quasi cinquant’anni Pescia ha operato con un solo forno fusorio. Oggi, grazie al progetto F83, lo stabilimento ha raddoppiato la sua capacità produttiva e si è affermato come uno dei plant più innovativi del gruppo. Il nuovo forno, dotato della tecnologia HeatOx, consente di ridurre fino al 12% il consumo di combustibile fossile e di abbattere le emissioni di circa 7,8 kton di CO₂ l’anno. Il calore residuo dei forni viene inoltre recuperato per riscaldare gli ambienti industriali, eliminando la necessità delle tradizionali caldaie a metano e creando un sistema energetico più efficiente e integrato. Anche la produzione e l’impiego di aria compressa, fondamentale in molte fasi del processo, sono stati ottimizzati. È un esempio concreto di come la circolarità possa essere applicata non solo ai materiali, ma anche ai flussi energetici di uno stabilimento.
L’avvio del secondo forno ha portato con sé un beneficio sociale altrettanto rilevante: circa un centinaio di nuovi posti di lavoro, un impatto significativo per la Valdinievole, dove cresce la domanda di competenze tecniche e opportunità per i giovani del territorio. Pescia, quasi cinquant’anni dopo la nascita del suo primo forno, continua così a reinventarsi: un luogo in cui il vetro non solo si fonde, ma rinasce, sempre più sostenibile, efficiente e circolare.
Ripensare il vetro per un futuro sostenibile
Verallia è leader europeo e terzo produttore mondiale di imballaggi in vetro per bevande e prodotti alimentari, con 11.000 dipendenti distribuiti in 35 stabilimenti presenti in 12 Paesi. Il Gruppo Verallia si è posto un obiettivo ambizioso: ridurre del 46,2% (Scopes 1&2) le emissioni di CO₂ entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. Il percorso è già avviato con decisione: la riduzione ha raggiunto il 24,7% (2024, Verallia Gruppo), nonostante l’avvio di nuovi forni tra il 2019 e il 2025, a testimonianza dell’efficacia delle soluzioni tecnologiche introdotte.
La circolarità è uno dei cardini di questa strategia. In Italia, la percentuale media di materiale riciclato esterno impiegato da Verallia è pari al 62,6%, una quota che si attesta tra il 30% e il 40% per le colorazioni più chiare, per garantirne la qualità. Secondo FEVE, ogni incremento del 10% di rottame nel ciclo produttivo permette una riduzione del 5% delle emissioni di CO₂ e del 2,5% dell’energia consumata. È qui che la natura infinitamente riciclabile del vetro rivela tutta la sua forza: più raccolta differenziata significa più materia recuperata, minori consumi, minori emissioni e una filiera che diventa, davvero, sempre più sostenibile.
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