La centrale idroelettrica Montalto 2, nel comune di Montalto Dora, in provincia di Torino, è un impianto ad acqua fluente di piccola derivazione realizzato nella parte terminale del canale artificiale Montestrutto, che alimenta a cascata diversi impianti idroelettrici e deriva le proprie acque dalla Dora Baltea. L’impianto è entrato in esercizio a settembre 2024. La particolarità dell’intervento risiede proprio nell’utilizzo e nella valorizzazione di un’infrastruttura già esistente e acqua già derivata: Montalto 2 sfrutta, infatti, le stesse portate d’acqua precedentemente utilizzate dalla centrale Montalto Dora, costruita nel 1934, senza incrementare o modificare le portate derivate dal fiume. Il nuovo impianto permette così di efficientare ulteriormente, dal punto di vista energetico, un asset storico di Edison, senza alterare in alcun modo il regime idraulico della Dora Baltea.
Un sistema di centrali a cascata
L’acqua viene derivata dalla Dora Baltea attraverso un’opera di presa situata in località Montestrutto, tra i comuni di Settimo Vittone e Tavagnasco, e immessa in un canale artificiale lungo circa 6,8 chilometri. Lungo il suo percorso il canale alimenta una successione di impianti idroelettrici, consentendo di valorizzare più volte la stessa risorsa idrica prima della sua completa restituzione al fiume. A monte del nuovo impianto si trovano gli impianti Dora II, Montebuono e Montalto Dora. Dopo quest’ultima centrale, il canale percorre altri 1.400 metri prima di restituire completamente le acque alla Dora Baltea. È proprio in questo tratto finale che è stato individuato un salto idraulico sfruttabile per la produzione di ulteriore energia elettrica. Il valore innovativo di questo sistema risiede nella possibilità di valorizzare infrastrutture già esistenti, con un ridotto impatto sul paesaggio e sull’ambiente visto che si tratta di impianti ben integrati nel contesto naturalistico; si tratta, quindi, di un tipo di soluzione che può essere replicata in corrispondenza di canali artificiali sia idroelettrici che irrigui, in grado di utilizzare piccoli salti d’acqua per la produzione rinnovabile.
Come funziona Montalto 2
Montalto 2 sfrutta un salto idraulico di 3,35 metri, con una portata media derivabile di 29,73 m³/s e una portata massima di 40 m³/s. La potenza media di concessione è pari a 977 kW, mentre la producibilità media prevista è di circa 7,7 GWh all’anno. Il cuore dell’impianto è una turbina Kaplan ad asse orizzontale, una tecnologia adatta a sfruttare piccoli dislivelli associati a portate d’acqua elevate. La turbina è collocata direttamente all’interno del canale e collegata a un generatore per trasformare l’energia dell’acqua in energia elettrica. L’acqua viene quindi restituita alla Dora Baltea attraverso il tratto terminale del canale, senza modificarne complessivamente le portate derivate per il sistema idroelettrico.
Ridurre le nuove opere
Anche la progettazione della centrale punta a utilizzare quanto più possibile le infrastrutture esistenti. L’alloggiamento della turbina all’interno del canale ha consentito di limitare la realizzazione di nuove opere. L’edificio della centrale è interrato e solo la torretta di accesso alla centrale è visibile. Il progetto ha previsto inoltre importanti interventi a carattere compensativo e mitigativo quali: l’inerbimento delle superfici circostanti l’area di centrale e la messa a dimora di esemplari arborei autoctoni; la rimozione di specie vegetali infestanti e rifiuti; il miglioramento della fruibilità turistico-ambientale del Lago di Pistono; la realizzazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura di un edificio comunale; la collaborazione con la scuola media comunale volta a sensibilizzare la popolazione sulle tematiche legate alla transizione energetica.
Energia rinnovabile e benefici ambientali
La producibilità media della centrale è stimata in circa 7,7 GWh all’anno. Secondo i dati forniti da Edison, questa produzione consentirebbe di evitare l’immissione di circa 5.000 tonnellate di CO₂ ogni anno e corrisponderebbe al fabbisogno elettrico di circa 2.800 famiglie. La centrale consente quindi di aumentare la produzione idroelettrica lungo un’infrastruttura già esistente, senza richiedere ulteriori portate dalla Dora Baltea e valorizzando un salto idraulico precedentemente non utilizzato a fini energetici. Il progetto ha generato ricadute positive sul territorio, sia in termini economici e occupazionali, sia sotto il profilo ambientale. Durante la fase di realizzazione sono state coinvolte imprese di costruzione e fornitori di componenti elettromeccanici, con un conseguente incremento delle opportunità lavorative, anche in relazione alla successiva messa in gestione dell’impianto. La prossimità territoriale delle imprese coinvolte ha inoltre agevolato le attività di cantiere e il trasporto dei materiali, favorendo una gestione più efficiente delle operazioni. Tra i principali benefici per il territorio si annoverano la produzione locale di energia elettrica da fonte rinnovabile e il contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra rispetto a una produzione equivalente da fonti fossili. Il progetto ha inoltre consentito di valorizzare la risorsa idrica attraverso la realizzazione di un’infrastruttura caratterizzata da un ridotto ingombro superficiale e potenzialmente integrabile nel contesto paesaggistico, limitando l’alterazione della percezione dei luoghi. A questi aspetti si aggiungono le attività di riqualificazione e ripristino delle aree interessate dai lavori, nonché il monitoraggio delle condizioni idrologiche ed ecologiche, elementi che contribuiscono a favorire una gestione attenta e sostenibile dell’infrastruttura e del contesto territoriale in cui si inserisce.
Edison e l’idroelettrico
Edison opera nella produzione di energia attraverso un parco che comprende oltre 250 impianti, tra centrali idroelettriche, parchi eolici e fotovoltaici e centrali termoelettriche. Con 129 centrali idroelettriche, questa tecnologia conserva un ruolo rilevante nella produzione da fonti rinnovabili del Gruppo, grazie alla possibilità di valorizzare la risorsa idrica attraverso infrastrutture consolidate e competenze specialistiche sviluppate nel tempo.
L’esperienza maturata nel settore comprende sia la gestione degli impianti esistenti sia interventi finalizzati a valorizzare il potenziale energetico delle infrastrutture idriche, in un percorso di sviluppo della generazione rinnovabile e di decarbonizzazione del sistema energetico, contribuendo alla produzione di elettricità a ridotta intensità carbonica e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Accanto alla dimensione energetica, la gestione degli impianti idroelettrici richiede un’attenzione costante al contesto territoriale e ambientale in cui essi sono inseriti. La valorizzazione delle risorse idriche si accompagna infatti alla necessità di assicurare un utilizzo compatibile con le caratteristiche dei corsi d’acqua, il rispetto delle prescrizioni ambientali e la tutela degli ecosistemi interessati. In questa prospettiva, gli interventi di efficientamento e sviluppo possono rappresentare anche un’opportunità per migliorare l’integrazione delle infrastrutture nel territorio, contenere gli impatti paesaggistici e favorire un utilizzo più efficiente delle opere esistenti.
L’idroelettrico si configura pertanto non soltanto come una tecnologia consolidata per la produzione di energia rinnovabile, ma anche come un ambito nel quale competenze tecniche, gestione responsabile della risorsa idrica e attenzione al territorio concorrono alla creazione di valore nel lungo periodo.
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